Anidride Carbonica


L’anidride carbonica (CO2) è il gas serra che maggiormente contribuisce all’aumento dell’effetto serra e, pertanto, anche al riscaldamento del pianeta. Le emissioni di questo gas serra provengono da fonti sia naturali, sia antropiche, cioè dovute alle attività umane. Sono proprio queste ultime responsabili del significativo aumento che si è verificato, a partire dalla rivoluzione industriale (1750), della concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre. La presenza dell’anidride carbonica nell’atmosfera è dovuta al ciclo del carbonio (Figura 1), cioè a quel processo di scambio naturale del carbonio, nelle sue varie forme, tra l’atmosfera, gli oceani, il suolo, le piante e gli animali. Essa non viene distrutta nel corso del tempo, ma si accumula nel sistema oceano-atmosfera-terra anche spostandosi da un comparto all’altro di tale sistema. Parte di essa, infatti, è assorbita rapidamente, per esempio, dagli oceani oppure dalla biosfera terrestre, mentre la parte in eccesso si accumula in atmosfera.

 

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Figura 1 – Il ciclo del Carbonio.

 

Le attività umane stanno alterando il ciclo del Carbonio in due distinti modi:

– immettendo CO2 in atmosfera a seguito soprattutto della combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) e, in piccola parte, della produzione di cemento;

– influenzando la capacità di rimuovere la CO2 dall’atmosfera da parte dei depositi naturali (deforestazione e altri cambiamenti dell’uso del territorio).

Secondo l’IPCC (2013), tra il 1750 e il 2011 le emissioni di CO2 di origine antropica cumulate in atmosfera erano 2040 ± 310 GtCO2, e circa la metà di queste sono da attribuire agli ultimi 40 anni. Circa il 40% delle emissioni antropiche di CO2 sono rimaste in atmosfera. Il rimanente 60% è stato, invece, rimosso dall’atmosfera e immagazzinato nella biosfera terrestre (piante e suolo) e nel mare. L’oceano ha assorbito circa il 30% di carbonio, con effetti collaterali negativi quali l’acidificazione delle proprie acque. Resta, però, non ancora chiaro come effettivamente questi pozzi di CO2 opereranno in futuro a seguito del protrarsi del cambiamento climatico e del crescente impatto delle attività umane.