Misure di taratura


La necessità di fornire dati da poter mettere a confronto con quelli rilevati nelle altre stazioni di monitoraggio della rete di monitoraggio internazionale e di poter valutare, con accuratezza e precisione, le variazioni della concentrazione del fondo naturale richiede una gestione particolarmente attenta delle procedure di taratura degli analizzatori.

L’analizzatore della CO2 esegue una misura ogni 5” ed il programma di acquisizione effettua e registra il valore medio orario (sino al 2007 i valori medi erano acquisiti su base semioraria), le deviazione standard associata alla media ed il numero di misure eseguite nell’ora.

Ogni sei ore il monitoraggio in continuo è interrotto al fine di eseguire le misure delle due miscele di gas a concentrazione nota (standard terziari o di lavoro denominati A e B), i cui valori sono scelti appositamente esterni a quelli misurati al Plateau Rosa (in particolare: lo standard A è posto al valore inferiore e lo standard B al valore superiore delle concentrazioni misurate) che usualmente sono rappresentativi delle concentrazioni del fondo naturale.

Queste misure di miscele a titolo noto, denominate “tarature terziarie”, servono sia per correggere le derive strumentali (il cosiddetto “drift”), sia per riferire i valori delle concentrazioni acquisite alla scala internazionale della NOAA

Ogni 72 ore, sono anche misurate le miscele secondarie (denominate standard C, D, E, F) che permettono di verificare la stabilità degli standard terziari e riferire, con sistematicità, alla scala NOAA tutte le miscele terziarie di volta in volta utilizzate.

In sostanza le quattro miscele standard secondarie permettono di riferire le miscele di gas terziarie A e B su una retta di regressione lineare costruita sui quattro valori degli standard secondari (C, D, E, F).

L’analisi avviene con una procedura la cui affidabilità è stata provata nei vari anni di attività della stazione e che si ispirò, sostanzialmente, a quanto riportato in Khomir et al. (1987). La procedura prevede la misura degli standard a partire dal valore più basso al più alto e poi a scendere fino a tornare al più basso, quindi la sequenza di misura operativa tipo è la seguente: C, D, A, E, B, F, B, E, A, D, C.

 

standard

Gli standard primari rappresentano la scala di misura internazionale di riferimento che attualmente, per i laboratori e stazioni di monitoraggio aggiornati agli ultimi confronti effettuati, è denominata WMO X2007. Data la loro importanza e peculiarità, al fine anche di evitarne il consumo e l’eventuale degrado, il loro uso è limitato soltanto alle misure di riferibilità delle restanti miscele di taratura (secondarie e terziarie) eseguite, in genere, ogni 6 mesi circa.

Le misure di interconfronto eseguite in passato per la CO2 ed il CH4 nell’ambito dei WMO Round Robin Test della rete mondiale del GAW (Global Atmospheric Watch) e dei progetti europei AEROCARB e CARBOEUROPE, a cui RSE ha partecipato con le proprie misure, hanno confermato la qualità delle misure eseguite e la bontà delle procedure di calibrazione ad oggi adottate. Il monitoraggio del CH4 viene effettuato riferendo le misure, ogni 6 ore, a due standard di lavoro a sua volta riferiti alla scala di misura internazionale della NOAA, attualmente denominata NOAA04. La riferibilità degli standard di lavoro ai primari viene eseguita, una tantum, direttamente in situ.

La misura dell’O3 viene riferita, dagli operatori in situ, al calibratore ENVIRONICS SERIES 100 preventivamente sottoposto a verifica impiegando un analizzatore di ozono mod. ENVIRONNEMENT 41 M, tarato nel campo 20-500 ppb mediante il calibratore primario mod. THERMO ELECTRON 49 PS riferibile al campione nazionale dell’INRIM di Torino.