Vapore acqueo


Il vapore acqueo è il più abbondante gas serra naturale presente in atmosfera. Esso possiede una forte capacità di assorbire e riemettere la radiazione infrarossa fornendo un sostanziale e prevalente contributo all’effetto serra. Fenomeno naturale, quest’ultimo, indispensabile per instaurare condizioni di temperatura idonee alla sopravvivenza dell’uomo (temperatura media globale intorno ai 15 °C) sulla Terra. Senza la presenza dei gas serra in atmosfera, infatti, la temperatura media globale sarebbe circa pari a -18°C. I cambiamenti nella concentrazione di vapore acqueo sono però legati sostanzialmente al ciclo dell’acqua in stretta connessione alla temperatura dell’atmosfera terrestre e non sono, pertanto, il risultato diretto delle attività umane (anche se un contributo antropogenico, del tutto trascurabile ai fini del Global Warming, è individuabile nella maggiore evaporazione dovuta all’aumento delle colture irrigue, alle torri di raffreddamento delle centrali elettriche, e, marginalmente, anche alla combustione di combustibili fossili). Essendo pertanto i flussi di emissione di vapore acqueo dovuti alle attività antropiche del tutto trascurabili rispetto a quelli naturali ed avendo un tempo di residenza in atmosfera valutato in dieci giorni esso non è considerato un gas serra che contribuisce al forcing radiativo. Tuttavia un aumento dell’effetto serra e del conseguente riscaldamento globale pone le basi per l’instaurarsi di un feedback positivo. In sostanza, all’aumentare della temperatura dell’atmosfera aumenta anche la capacità di quest’ultima di contenere maggiori quantità di vapore che produrranno un ulteriore incremento dell’effetto serra instaurando quindi un feedback positivo (ad una azione corrisponde un processo che ne intensifica l’effetto). Questo feedback, tuttavia, è di non trascurabile importanza ma finora non è ancora abbastanza compreso e soprattutto quantificato (Figura 1).

 

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Figura 1 – Il ciclo dell’acqua e la sua interazione con l’effetto serra (IPCC, 2013). Il grafico in alto a sinistra mostra la variazione del potenziale contenuto di vapore acqueo nell’aria al variare della temperatura atmosferica (circa 7% per grado).